Il Programma Sorvegliare i propri passi

8 settimane per comprendere la disobbedienza dei figli e cambiare la relazione educativa.

Progettazione e conduzione dottor Aldo Strisciullo – Psicologo

Il Programma

Cambiare la relazione con i figli è possibile

A chi è rivolto?

Il programma è rivolto a genitori con figli e figlie di qualsiasi età, che possono partecipare individualmente, in coppia o in piccoli gruppi fino a un massimo di 15 persone. Il programma può essere svolto in presenza oppure online.

Quanto dura?

Il programma ha una durata di otto settimane, con sessioni settimanali di tre ore ciascuna. Gli incontri si svolgono presso lo studio del conduttore oppure presso enti pubblici, scuole e organizzazioni (istituti, fondazioni) o strutture private.

Di che cosa si tratta?

“Sorvegliare i propri passi” si rivolge ai genitori che vivono una relazione conflittuale con i propri figli e figlie, spesso caratterizzata da disobbedienza e rifiuto delle regole. Attraverso il percorso, il genitore acquisisce strumenti per comprendere e gestire i conflitti in modo più consapevole.

Che cosa si fa?

Negli incontri con i genitori viene proposta una prima parte teorica, in cui si discutono diverse prospettive educative, il contesto sociale e culturale e il “problema” dell’educare, mettendo a confronto vari approcci, conoscenze e possibili soluzioni.
Segue una parte pratica — il “che cosa fare” — che integra diverse tecniche e strategie, sostiene il processo di autocambiamento e offre al genitore strumenti relazionali per affrontare e superare le difficoltà educative.

Perché educare e difficile?

I cambiamenti sociali hanno favorito nei bambini, negli adolescenti e nei giovani una più precoce consapevolezza della propria dignità — una dignità che non sempre viene riconosciuta dagli adulti e che spesso i figli difendono attraverso il rifiuto delle regole.
Di fronte ai conflitti educativi, molti genitori tendono a ricorrere a strategie tradizionali, oscillando tra un atteggiamento autoritario e uno permissivo. Oggi, invece, è necessario adottare un approccio diverso alla relazione educativa.

Si può cambiare?

Il genitore può comprendere come si forma e come funziona la mente del figlio o della figlia, e imparare a intervenire con maggiore consapevolezza sulle dinamiche che si creano nella relazione.

La relazione educativa, anziché essere il risultato di scambi casuali, stereotipi o abitudini mentali spesso oppressive, può fondarsi sul rispetto della dignità di bambini e ragazzi e favorire uno sviluppo più ampio ed equilibrato del loro sé — un sé capace di integrare e promuovere valori etici e sociali.

Le motivazioni

Il perché del programma

La prospettiva

Durante una fase prolungata della crescita, i figli e le figlie sperimentano diversi modi di comportarsi con l’obiettivo di rendersi visibili all’interno della famiglia, del gruppo di amici e del contesto sociale (“Ci sono”, “Esisto”, “Conto anch’io”). Questa urgenza di esistere e di sentirsi reali viene definita come “costruzione dell’identità”. In passato, le identità erano strettamente legate alle tappe della crescita e si sviluppavano all’interno di contesti relazionali relativamente stabili e definiti.

Oggi, questo processo avviene in un contesto sociale più democratico ma anche più complesso, indecifrabile e accelerato. I figli e le figlie maturano precocemente un senso di dignità e un bisogno di autonomia che spesso risultano difficili da comprendere per gli adulti e che tendono a difendere quando il genitore si “posiziona” in modo autoritario nel ruolo (“Fai come ti dico”, “Qui comandiamo noi”, ecc.). Quando il genitore si scontra con questa realtà, nella relazione emergono frequentemente il rifiuto delle regole, la mancanza di interesse per lo studio, l’apatia, la disobbedienza o la trasgressione.

Durante il programma si propone di modificare il modo di vedere i figli e le figlie, adottando una prospettiva che vada oltre l’identità di superficie e che consenta al genitore di affrontare e superare in modo più consapevole le difficoltà educative.

Le basi teoriche di questa prospettiva si fondano sull’epistemologia sociale di matrice costruzionista, che considera la relazione come il fondamento della costruzione del sé narrativo: esistiamo come individui all’interno di una rete di relazioni. La nostra individualità non coincide semplicemente con il corpo o con un sé isolato; la nostra mente si forma e prende vita nell’incontro con la mente dell’altro. A questa cornice teorica si affianca la pratica contemplativa, intesa come un campo di esperienza non discorsivo, centrato sulla presenza mentale e sulla consapevolezza che va oltre le narrazioni dei nostri sé sociali.

Il programma integra teoria e pratica per aiutare i genitori a riconoscere e interrompere i “giochi” relazionali conflittuali e a ristabilire in tempi relativamente brevi un dialogo più autentico e rispettoso con i figli.

Le fasi del percorso

Struttura del programma

Le macro-tappe del percorso

1.

Prima fase

La parte teorica e discorsiva offre una lettura del contesto sociale e culturale attuale, mettendo in luce i fattori che oggi mettono in crisi i tradizionali modelli pedagogici e i progetti educativi sia in famiglia sia a scuola.

2.

Seconda fase

Vengono introdotte strategie discorsive e pratiche di consapevolezza. L’attenzione è posta sui temi centrali dell’auto-cambiamento e del non-giudizio, e sul ruolo che essi svolgono nella costruzione della relazione con i figli.

3.

Terza fase

Nella parte finale, il percorso si concentra sulla condivisione delle esperienze sperimentate a casa, sul confronto rispetto all’efficacia delle strategie e delle pratiche adottate, sull’eventuale messa a punto delle competenze acquisite e su possibili riflessioni sulle pratiche individuali di consapevolezza.

L'evoluzione del percorso

Ogni famiglia è unica, così come il suo percorso. I genitori potranno trovare il proprio stile educativo applicando strategie comunicative e sperimentando nuove modalità relazionali. La pratica della consapevolezza rappresenterà un ulteriore sostegno per una migliore comprensione di sé e dei figli e delle figlie.

- Continuità

In caso di necessità, il genitore e lo psicologo potranno proseguire il lavoro di “messa a punto” di quanto condiviso attraverso ulteriori incontri, programmati sia in forma individuale sia di gruppo.

- Supervisione

La supervisione potrà proseguire anche a distanza, quando sarà necessario un confronto sulle modalità di intervento e sulla propria pratica.

Chi sono

Psicologo iscritto all’Ordine degli Psicologi della Lombardia (n. 23042). Oltre all’attività privata presso il mio studio, mi occupo di consulenza e formazione. Mi sono laureato in Psicologia all’Università di Torino, conseguendo la laurea in Scienze della Mente (Psicologia e neuroscienze cognitive e sociali), e precedentemente in Letterature Straniere presso l’Università di Bari. Ho poi ottenuto il Master in Counseling Costruzionista presso il Centro Formazione e Studio del dott. Masoni. Per approfondire la conoscenza di altre culture e modelli di pensiero, ho studiato Lingua Araba presso l’IBLV (Université de Tunis El Manar), conseguendo il diploma di secondo livello. Ho inoltre conseguito il Master universitario in Contemplative Studies – La pratica della meditazione dalle tradizioni al contemporaneo presso l’Università di Padova, proseguendo il mio percorso di studio nell’ambito delle pratiche contemplative, un campo emergente in cui dialogano diverse discipline, tra cui neuroscienze, filosofia, psicologia e saperi tradizionali. Collaboro da diversi anni con il Centro Formazione e Studio del professor Marco Masoni, un gruppo di ricerca focalizzato sulle strategie di cambiamento nella vita personale, familiare, organizzativa e scolastica. Sono inoltre tra i soci fondatori dell’Associazione Italiana per gli Studi Contemplativi.

LA RICERCA DELLA FELICITA’, Crescita, identità e cambiamento, Fabbrica dei Segni, 2025.
E SE I FIGLI NON VAN BENE?, Manuale per genitori provenienti dal pianeta Marte, Fabbrica dei Segni, 2021.
LA MENTE DEI RAGAZZI, Ragazzi con la testa fuori, ma non fuori di testa, Fabbrica dei Segni, 2019.

— Pubblicazioni

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